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Starter o "interruttore di innesco"


I tubi elettronici "a gas" si dividono in due categorie: quella dei tubi a "catodo freddo" e quella a "catodo caldo". Nei tubi a gas la conduzione elettrica avviene per effetto di una scarica che parte da un "emettitore" (catodo) e arriva su un "ricevitore" (o placca, anodo) ed attraversa un gas (o vapore) a bassa pressione. Nei tubi a "catodo freddo" il passaggio di corrente avviene per mezzo di una scarica mentre in quelli a "catodo caldo" il  passaggio di corrente avviene grazie ad un "arco elettrico" (o "voltaico") ,che è una scarica elettrica fra gli elettrodi che si verifica a determinate condizioni , es temp. pressione ecc.
 
La "luce" in queste lampade non viene prodotta tramite il riscaldamento di un filo metallico (come nelle lampadine) ma per emissione ultravioletta che si viene a generare quando il gas contenuto nel tubo viene ionizzato dal passaggio di corrente elettrica. Affinchè questo avvenga c'è bisogno di una tensione di innesco (che varia dai 300 ai 10.000V ) ed una di utilizzo (dai 30 ai 100V), in base soprattutto alla lunghezza del tubo), la tensione di innesco viene "fornita" dallo starter, che appena il tubo si accende si "disattiva" . Questa emissione eccita i fosfori che stanno sulla superficie interna del tubo e fa si che emettano di conseguenza lo spettro desiderato. In base ai fosfori e alla loro combinazione si puo' ottenere uno spettro differente (cioè colori diversi ).

Lo starter dunque, detto anche “interruttore di innesco”, è un elemento circuitale indispensabile per l’accensione di un determinato tipo di luci fluorescenti. È costituito da un bulbo che contiene due contatti uno dei quali a lamina “bimetallica”. Lo starter è inserito in serie con i filamenti della lampada e interviene nell’accensione della lampada stessa.

Quando si applica tensione, nello starter si produce una scarica luminosa tra i due contatti che riscalda la lamina bimetallica e la fa incurvare in modo da chiudere il circuito. La corrente fluisce attraverso gli elettrodi della lampada e li scalda. Quando i contatti dello starter sono chiusi il bimetallo si raffredda e ritorna nella posizione iniziale riaprendo il circuito. Questo provoca (per la presenza dell’alimentatore-reattore) una sovratensione che innesca la scarica tra gli elettrodi della lampada.

Le lampade fluorescenti ad accensione istantanea non richiedono l’uso dello starter: in queste vi sono speciali alimentatori che preriscaldano gli elettrodi ed innescano l’arco stabilizzando la corrente di scarica. Lo starter, con il funzionamento, si deteriora facilmente e non è più in grado di provocare l’accensione della lampada fluorescente. Deve pertanto essere sostituito: l’operazione è molto semplice: lo starter è inserito a baionetta per mezzo di due piedini che sono incastrati in asole curve. Basta ruotare in un quarto di giro lo starter per eliminarlo e sostituirlo con uno uguale.



 



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