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Il progetto di restauro del teatro della Scala
Durante lo studio a monte del progetto sono stati individuati gli obiettivi dell'intervento che sono risultati molteplici:
- restituire alla facciata il suo colore originario;
- ritrovare l'equilibrio cromatico tra l'intonaco e gli elementi lapidei in rilievo che caratterizzava il progetto originario di Giuseppe Piermarini;
- effettuare un trattamento conservativo di lunga durata, cosa non semplice dal momento che le condizioni di degrado del Teatro e le superfici si presentavano molto annerite e compromesse da una manutenzione trascurata o errata.
Di grande importanza si sono quindi rivelate le indagini scientifiche sui materiali utilizzati per la costruzione del Teatro e per gli interventi di restauro e di manutenzione succedutisi nel corso dei secoli e documentati nell'Archivio della Soprintendenza.
Nel 1957, per esempio, furono rifatti tutti gli intonaci nel colore giallo originario; dopo più di venticinque anni, nell'83, fu apportato un nuovo intervento resosi necessario per i danni causati dall'inquinamento atmosferico. E in quest'occasione per consolidare le pietre furono utilizzati prodotti a base di resine che secondo gli esperti ne hanno accelerato il processo di disgregazione.
Anche gli intonaci furono parzialmente scrostati e rifatti utilizzando materiali cementizi e la superficie fu tinteggiata in una tonalità di giallo. Tutto questo non è bastato a salvaguardare il Teatro da un processo di degrado inarrestabile.










