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La cartapesta


Una tecnica, povera, di scultura che però ha prodotto anche opere di grande bellezza giunte sino ai nostri tempi. Molte creazioni famose risalgono al periodo compreso tra il XVII e il XVIII secolo (barocco). In Italia hanno avuto grande diffusione, soprattutto in Sicilia, basti pensare ai Pupi.

Dall'Oriente s'importavano piatti, specchi, giocattoli e perfino mobili ed elementi architettonici, quali stucchi e modanature in cartapesta; mentre in Francia e nell' Inghilterra dalla seconda metà dell'Ottocento era diffusa la moda dei mobili di papier machè, leggeri e solidi.

Oggi l’utilizzo della cartapesta è legato soprattutto alle realizzazione dei Carri di Carnevale che rappresentano un esempio più recente dell’utilizzo della cartapesta.

Il fascino di questo materiale nasce dalla facilità con cui si può preparare e lavorare, dalla enorme versatilità e dalla reperibilità della materia prima.

Con la cartapesta si possono realizzare maschere e pupazzi ma anche composizioni artistiche, vasi, cornici, bambole.

Il sistema tradizionale consiste nel costruire un' armatura di legno o di rete metallica di forma grossolanamente simile a quella che si intende ottenere, da rivestire poi con la carta, ma si può anche utilizzare uno stampo o una sagoma, per esempio un oggetto d'uso.

Si usa carta da giornale, bagnata con acqua, che viene applicata in strati successivi e modellata con le mani spalmando, tra una mano e l'altra, della colla. In questa fase l'uso di materie di carica aumenta la consistenza della carta macerata e a tale scopo si usa solitamente il bianchetto o gesso in polvere, così il gesso, una volta asciutto forma una superficie dura come la pietra.

A puro titolo di esempio descriviamo la preparazione della colla di farina utile per incollare gli strati di carta: 100 gr.di farina – 2 l. di acqua, si fa bollire e va mescolata sino a quando diventa tipo gelatina, si deve utilizzare calda per cui basta riscaldarla a bagnomaria. La composizione si lascia asciugare e si pittura con colori vivaci.

Per soggetti piccoli, come maschere o simili, è meglio utilizzare della carta assorbente reperibile nei negozi d'arte e cartolerie, imbevuta di colla da parati preparata con acqua. I realizzatori di carri di carnevale, invece, usano la tecnica della carta da calco che permette realizzazioni di grandi dimensioni.

Per lavorare con la cartapesta occorre sempre un piano di lavoro ampio, adeguato all'oggetto che si intende realizzare. Le fasi principali di lavorazione sono: ideazione del soggetto e bozzetto; progettazione della struttura portante e degli eventuali meccanismi per il movimento delle parti; modellazione della scultura originale in creta (se di grandi dimensioni supportata da strutture in legno e/o ferro); produzione di una "forma" o "calco" che viene realizzato in gesso; stampaggio della carta nella forma; essiccazione; montaggio sulla struttura definitiva; impregnazione con sostanze consolidanti (se necessario); colorazione.

La prima azione consiste nella creazione del modello in argilla; su questo modello si cola il gesso ottenendo il negativo del calco dentro il quale vengono applicate le strisce di carta imbevute in un composto di acqua e colla, facendole aderire perfettamente al calco.Si passa alla fase asciugatura: la cartapesta deve essere staccata (e quindi occorre un agente di distacco) e levigata con carta vetrata per rendere la superficie liscia.

Prima di verniciare un manufatto in cartapesta è necessario applicarvi una mano di fondo o isolante grazie alla quale la vernice non verrà assorbita dalla carta porosa e l'inchiostro della carta di giornale non sarà più visibile sotto il colore.  Si può procedere adesso alla decorazione con colori acrilici o a tempera. Per concludere si spande uno strato di vernice lucida

Per l'impermeabilizzazione si agisce così: sull'oggetto ben asciutto si possono applicare 3 o 4 mani di olio di semi di lino; passarlo in forno a temperatura non superiore a 120°C fino a che la superficie non sia ben asciutta e dura. Dopo questo trattamento il manufatto è perfettamente impermeabile all'acqua.

Facciamo l'ipotesi che vogliate realizzare un piccolo vaso: strappate "a mano" tante strisce di carta e mettetele per qualche minuto a mollo in un catino con acqua e un po’ di colla vinilica. Disponetele fino a 20 strati utilizzando la colla dal secondo strato. Lasciate asciugare per qualche giorno poi con il cutter tagliate a metà il vaso (quello costruito dagli strati di carta), togliete il vaso che avete utilizzato come stampo e incollate l’involucro di cartapesta dove l’avete tagliato.

Per mascherare il taglio, prendete altri pezzi di carta inumiditi e fate altri 2 strati, ricoprendo bene anche la bocca del vaso. Quando anche questi strati sono asciutti, passate un paio di mani di colore bianco, aspettate che si asciughi e colorate.

Per modelli delicati ci vuole la polvere di cartapesta: prendete le strisce e tenetele per almeno 1 notte a mollo poi fatele bollire per circa 20 minuti. Eliminate l’acqua e pestare la carta, con la polpa ottenuta fate tante pallottole che farete seccare ed una volta asciutte perfettamente dovrete grattarle sino a farle diventare polvere. Al momento di utilizzarla: 3 parti di polvere, 2 di colla (vinavil o quella di farina), 2 di gesso-acqua quanto basta perché assomigli alla plastilina.



 



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