Home - La carta e la stoffa: Creatività e colore

Realizzare un batik


La tecnica del batik è originaria dell’isola di Giava ed molto diffusa in estremo Oriente. Per realizzare un batik sono necessari: un tessuto sottile e non troppo fitto, privo di appretto (batista o di seta da paralume): lavare bene il tessuto per togliere tutto l'appretto che generalmente ricopre le stoffe nuove (possono essere necessari più lavaggi).

Vanno bene tutti i tessuti a fibre naturali, anche se alcune tinture producono colori più vivaci sulle fibre di origine vegetale (cotone, lino ,viscosa) per i primi esperimenti è consigliabile utilizzare il cotone morbido

Munitevi di una cornice in legno su cui fissare la stoffa, con mollette per tenerla tesa; di una matita morbida o di carboncino per tracciare il disegno.

Occorre poi cera d’api mista a paraffina insieme ad un fornellino elettrico per sciogliere e a mantenere calda la cera. Si consiglia, per questa operazione, di preparare un “bagno maria”, ponendo il recipiente contenente la cera in uno più grande con acqua bollente. Per stendere la cera occorre anche un pennello di setola robusta.

Naturalmente avete bisogno di coolori per stoffa, ma anvche di carta da giornale e un ferro da stiro per rimuovere la cera.
Fasi di lavoro:
Sulla stoffa viene tracciato a matita il disegnoIl tessuto viene teso e fermato sulla cornice in legno, in modo che non formi pieghe o risvolti. Nella lavorazione originaria la cera veniva fatta gocciolare da un bastoncino di bambù forato, oggi il disegno viene tracciato direttamente sulla stoffa utilizzando pennelli o contagocce

Prima di immergere nel colore, cerare le zone del disegno che volete non si tingano. Si intinge il pennello nella cera precedentemente scaldata e si traccia il disegno sulla stoffa: le zone così trattate rimarranno prive di colore.

La cera deve rimanere liquida per poter penetrare bene. Se pensiamo che non sia penetrata abbastanza sarà utile effettuare la medesima operazione sul rovescio del tessuto. Lasciare che la cera rapprenda.
La cera speciale per batik si trova comunemente nei colorifici. Per farla da sé miscelare la cera d'api con la paraffina. Aumentando la cera si ottiene una miscela più fluida che produrrà meno venature. Una buona miscela è composta da cinque cucchiai da tavola di cera d'api e mezzo Kg. di paraffina. La temperatura ottimale della cera si aggira intorno ai 77°C, poichè se la cera non è calda abbastanza, non imbeve a fondo il tessuto, se invece è troppo calda, lo attraversa.
Per stenderla usare il tjanting (una sorta di penna con serbatoio per la cera) per tracciare righe sottili o il pennello, indicato per zone più ampie.

Immergere il tessuto nel bagno di colore. Dopo il primo bagno di colore, togliete la cera mettendo il tessuto in acqua bollente. Quando l'acqua sarà fredda e la cera condensata in superficie, si avrà un disco solido e facile da togliere e riutilizzare.

Si estrae il tessuto dal colore e si lascia che asciughi.Si rimuove la cera ponendo sopra e sotto il tessuto dei fogli da giornale, su cui viene passato il ferro da stiro caldo. Se rimangono delle macchie di cera si possono rimuovere con della benzina o portando il tessuto in tintoria.

Con il batik si possono naturalmente realizzare anche disegni policromi. In questo caso, dopo ogni bagno di colore, una volta che il tessuto è asciutto, si procederà a coprire con la cera le parti che non devono ricevere la nuova tinta. In questi casi è necessario avere un’esatta conoscenza delle reazioni reciproche dei vari colori: rosso su giallo, per esempio, dà arancione; blu su giallo dà verde e così via. E’ consigliabile fare prima le prove di tali reazioni.

Prima della seconda tintura, cerare le zone che vogliamo restino del colore originale o del primo colore. Si procede a successivi bagni di colore, dalla tinta più chiara a quelle più scure alla colorazione dell'intero disegno. Le fasi di lavorazione sono, di solito, numerose, in modo da ottenere una vasta gamma di sfumature sul tono di partenza.
Quello descritto è il metodo tradizionale che dà contrasti di colore definiti e netti. Un effetto venato si ottiene applicando la cera e lasciandola indurire, poi spaccando la superficie per formare le venature irregolari. Le venature possono anche essere fatte incidendo la cera nei punti desiderati con uno stilo di metallo.

Il risultato ottenuto dalla tintura dipende dal tipo di tessuto e dalla sua consistenza, dalla quantità di colore impiegata e dal tempo di immersione.

I colori più adatti sono quelli "reattivi", farsi comunque consigliare dal negoziante per ottenere buoni risultati e seguire attentamente le istruzioni riportare sull'etichetta del prodotto.

Non esistono regole fisse per la scelta del disegno , possono essere riprodotte da nature morte a disegni figurativi e forme astratte , conforme la creatività del artista , senza restrizione al uso di vari colori .
E’ necessario porre molta attenzione alla temperatura. L’acqua troppo calda, infatti, provocherebbe lo sciogliersi della cera. Si lascia il tessuto immerso il tempo necessario perché assuma il punto di colore desiderato: la tintura penetrerà anche attraverso le sottili screpolature delle zone incerate, caratterizzando così il disegno con quelle sottili nervature che costituiscono una particolarità del batik.
A questa tecnica spesso si associa quella detta a pintadera che prevede una serie di legature, piegature o cuciture del tessuto, in modo che alcune zone del tessuto non risultino raggiungibili dalla tintura.

Un pittore esperto impiega mediamente mezza giornata per completare un batik piccolo (45 x 70 cm) e due o tre giorni per quelli grandi (90 x 140 cm).
Possono essere utilizzati anche stampi ricavati da reti metalliche, tubi in metallo, chiodi, formine, noci, e quant'altro vi suggerisce la fantasia. Per usare gli stampi, immergerli nella cera e premerli sul tessuto tante volte quanto vogliamo riprodurli.
  
Non scoraggiatevi dopo i primi esperimenti, si dovranno sperimentare diversi tessuti e diverse tinture per ottenere le combinazioni di colori adatte, e ricordate che è molto difficile riprodurre due volte lo stesso colore, è una buona norma tenere un quaderno di appunti dove segnare come si sono ottenute le gradazioni e i procedimenti eseguiti.

 



www.Waybricolage.net è un progetto Wayin.
www.wayin.net, The Community Network Maker, it’s a trademark of Wayin S.r.l. – Via Valentini, 7 – 59100 PRATO (PO)
Phone: +39 0574 703101 – e-mail info@wayin.net - skype: wayin.company - P.Iva 05025620484
Wayin S.r.l. – Wayin Iberia S.L. – 2000 – 2010 © All rights reserved