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Piallaccio



Sono sottili fogli di legno massello, in genere legno pregiato, che si incollano sulla struttura del mobile in modo da “vestirlo” in maniera molto elegante. Ve ne sono di diverse colorazioni e disegni a seconda del tipo di legno usato e della metodologia di taglio. I piallacci si acquistano presso i negozi specializzati e sono in varie essenze pregiate (noce, mogano, tek, ecc.). Sono spessi alcuni decimi di mm e sono molto delicati. Devono essere impiegati in maniera particolare per ottenere un buon risultato.

L’arte dell’impiallacciatura risale all’epoca rinascimentale e consisteva nel rivestire un mobile in massello non pregiato con lastre di essenze nobili. Queste lastre si ottenevano tagliando il tronco in strati di spessore variabile dai 4 ai 6 mm che poi venivano incollate e fissate con chiodini senza testa.

Nel primo ‘800, con l’avvio della meccanizzazione, il tronco non viene stratificato ma sfogliato con utensili molto taglienti raggiungendo spessori anche di 0,5 mm. Nel tardo ‘800 il processo di meccanizzazione è così avanzato che permette di ottenere fogli talmente sottili da sembrare quasi pelle! Questo è molto importante per valutare l’età di un mobile impiallacciato: piallacci sottili denotano mobili recenti, piallacci di maggiore spessore mobili più antichi.

Una caratteristica dei piallacci è quella di presentare disegni ripetitivi nel senso che il foglio ricavato dal taglio presenta disegni molto simili in corrispondenza dei punti che erano sullo stesso raggio del tronco. Questo fa sì che gli artigiani dell’epoca, abilissimi impiallacciatori, si siano sbizzarriti a realizzare mobili impiallacciati con disegni simmetrici o caleidoscopici di straordinaria bellezza.

 



 



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