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Pennelli
L’applicazione a pennello favorisce la penetrazione del prodotto verniciante nel supporto, permettendo di riempire anche le più piccole scabrosità, oltre a consentire a una “buona mano” di sfumare e variare i toni del colore, velare o appesantire la copertura. Nell’applicazione a pennello, la padronanza tecnica ha un ruolo fondamentale, così come la scelta del prodotto verniciante che deve avere una formulazione specifica.
Il pennello si tiene, rispetto alla superficie, con inclinazione a 45° mantenendo una leggera pressione della mano. Il limite principale della tecnica è la bassa produttività oraria, che può essere recuperata solo operando in un ambito di elevata qualità intrinseca dell’opera. Attrezzo per eccellenza del pittore edile, quanto di quello artistico, il pennello è fra i più antichi strumenti realizzati dall’uomo.
Reperti risalenti all’età della pietra mostrano rudimentali pennelli costituiti da ciuffi di peli o di capelli, montati su ossi cavi, utilizzati per decorare le pareti interne delle caverne.
Nell’ottica del recupero degli attrezzi tradizionali cominciamo con la descrizione dei pennelli che utilizzano peli animali, in realtà oggi spesso sostituiti dalle fibre artificiali.
I pennelli d’uso corrente nella pittura edile utilizzano setole di maiale diverse per lunghezza, spessore, elasticità finezza della punta e colore. La razza del suino, il clima e il tipo di allevamento determinano la qualità della setola; le setole cinesi e quelle russe sono, generalmente, le migliori.
Pennelli pregiati molto sottili, da scrittura e acquerello, vengono realizzati con pelo di martora e di orecchio di bue, meno rigido e meno appuntito rispetto al precedente, comunque di ottima qualità.
Altri tipi di pennelli vengono realizzati con:
pelo di puzzola, corto e sottile;
pelo di tasso, lungo e ideale per le velature, i finti marmi e i finti legni;
pelo di scoiattolo, fine e morbido, impiegato per l’acquerello, l’applicazione di oro in foglia e per tracciare filetti sottilissimi.
Pennelli e spazzole più economiche vengono realizzati con fibre sintetiche, nylon, PVC, poliestere con pelo a superficie liscia, ondulata o irruvidita e a punta piatta, appuntita o spaccata. L’evoluzione della tecnologia ha permesso di produrre peli sintetici sottilissimi, in grado di sostituire perfino i pregiatissimi pennelli in pelo di martora. Nei pennelli per l’edilizia, i peli, le setole o le fibre vengono inseriti in una ghiera in metallo o plastica, a cui sono saldati tramite mastice. La ghiera è fissata al manico, generalmente, in legno, con dei chiodi.
La forma dei pennelli, che ne determina l’uso e la prestazioni, si differenziano per:
la sezione trasversale del mazzo di peli (rotonda, ovale e rettangolare o “piatta”)
la sezione laterale (tronca, bombata, a scalpello e a punta)
Per verniciare si utilizzano pennelli normali realizzati con setole di maiale o fibre sintetiche, queste ultime levigate, lunghe e a punta spezzata. La sezione trasversale è generalmente tonda, anche molto piccola fino a 1,5-2 cm, da impiegare per le superfici di dimensioni limitate o di conformazione complessa.










